Condoni & altri misfatti

Io condono. Tu condoni. Noi condoniamo

Un condono inutile e dannoso…voce del verbo condonare. Forse un’altra faccia dell’illegalità in Italia, come ha chiosato il prof. Alberto Vannucci, uno dei più importanti esperti di lotta alla corruzione in Italia.

Una parola di moda soprattutto di questi tempi che, di volta in volta cambia la forma (sanatoria, indulto, rottamazione…) ma non la sostanza. Nell’accezione che a noi interessa il condono edilizio consente la regolarizzazione amministrativa degli illeciti edilizi e l’estinzione dei reati penali connessi a tale attività illecita.

Condono edilizio: una lunga storia

Dal 1973 ad oggi non c’è stata in Italia una sola stagione senza sanatorie, indulti e colpi di spugna. Dal 1900 ad oggi si contano almeno 63 provvedimenti di “perdono” pubblico.

E nel 1985 arriva il primo condono nazionale degli abusi edilizi firmato dal ministro Franco Nicolazzi. Guarda caso poi condannato per corruzione. In tutti i Paesi, anche quelli più evoluti, esistono casi di abusivismo edilizio. Ma in Italia l’illegalità muove cifre enormi e fa parte  del sistema-paese.

“Cancellare le sanzioni ai colpevoli è il contrario della deterrenza”, afferma ancora Vannucci. “E’ un incentivo perverso a violare la legge e crea l’aspettativa che tutti possano farla franca”.

Condono: no a colpi di spugna

Insomma,l’Italia è una Repubblica fondata sul condono e mai i tempi per riproporlo sono più propizi che quelli pre elettorali.

Non entriamo ovviamente nel dettaglio delle posizioni dei singoli partiti a questo proposito.

Preme solo sottolineare che un colpo di spugna che legalizzi milioni di fabbricati fuorilegge sarebbe un autogol incredibile per il nostro Paese.

L’Italia è famosa nel mondo per la bellezza del suo territorio, minato da terremoti, frane, alluvioni che impongono regole urbanistiche rigorose. Il dissesto idrogeologico del nostro territorio e la cementificazione selvaggia che lo connotano sono sotto gli occhi di tutti.

Fughiamo l’illusione che il condono porti lavoro alle imprese, incentivi la vendita di macchine, sia una boccata d’ossigeno all’edilizia italiana. E’ piuttosto vero il contrario: sono i comportamenti corretti, la legalità, il coraggio di scelte anche impopolari che possono farci crescere.

A costo di demolire per ripartire da nuove basi. E già ne parlavo l’agosto scorso in questa rubrica http://www.macchinedilinews.it/demolizione-opportunita-non-colte/

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