Nodo infrastrutture

Cantieri bloccati: soldi al vento

I dati Ance sui cantieri pubblici fermi in Italia sono impressionanti. I cantieri sono 270 su tutto il territorio nazionale. Il loro valore complessivo è di 21 miliardi di euro. La ricaduta sull’economia: 330.000 posti di lavoro per complessivi 75 miliardi di euro.

Ecco i più costosi

La Gronda di Genova “vale” 5 miliardi. Le tangenziali Verona-Vicenza-Padova 2,2 miliardi. La terza corsia A1 tra Firenze e Pistoia 3 miliardi.

Cui si aggiungono tutte le altre opere bloccate.

Sono numeri che fanno davvero pensare. L’Italia è un paese “a codice rosso” in cui è tutto bloccato. infrastrutture al collasso. Manutenzioni che non si fanno. Opere incompiute. Cantieri che non partono. Ma immaginate che boccata d’ossigeno per la vendita e il noleggio di macchine se la situazione si sbloccasse?

Le opere interessate sono di vario tipo:opere viarie, dighe e ponti, raccordi e bretelle. edifici pubblici e scuole da ricostruire o mettere a norma.

Scuole: un punto cruciale

Il 30% delle segnalazioni raccolte attraverso il sito www.sbloccacantieri.it riguarda le scuole. Per cui (e questo è il bello, oppure il brutto) sono già stati stanziati 140 miliardi di euro. Quindi i finanziamenti non mancano. Ma pare che il problema siano le procedure. Che sono così complesse che alla fine determinano una situazione di ingessatura.

La ricetta? Intervenire sul codice degli appalti. Attraverso tre azioni:  semplificazione, incentivi per la digitalizzazione, trasparenza. E’ quello che Ance e l’Associazione Nazionale dei Comuni italiani hanno chiesto al Governo. Perché è uno spreco inammissibile buttare via i soldi già stanziati ma che è come non ci fossero. Uno schiaffo al mondo delle costruzioni e alle imprese che ci lavorano. E una vergogna per il nostro Paese.

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