Datalogger

Bonifica bellica per DAT instruments

Quando servono strumenti sicuri, prestazionali e “a prova di bomba” le imprese di perforazione ricorrono ai datalogger progettati, realizzati e distribuiti da DAT instruments. Due JET SDP / IB, montati su altrettante perforatrici, una Casagrande C6 e una Atlas Copco Mustang, stanno lavorando presso il porto di Taranto.

Le perforatrici si trovano a operare nell’area ex Yard-Belleli all’interno del Porto polifunzionale di Taranto dove, sotto la direzione Astaldi SpA, si sta portando a termine una bonifica ambientale bellica, connessa alla presenza di bombe inesplose, e propedeutica alla realizzazione di diaframmi di contenimento di una zona fortemente inquinata. Queste operazioni saranno seguite dal dragaggio di 15 m di fondale e dalla  realizzazione di una nuova banchina, che dovrà contenere tutti i materiali di risulta.

“I nostri due strumenti”, ci spiega Daniele Dal Boni, tecnico specializzato presso DAT instruments, “sono installati su una Casagrande C6 e una Atlas Copco Mustang chiamate a realizzare fori da 20-30 metri di profondità in cui verranno posati appositi tubi plastici. Il primo scopo di queste perforazioni è quello di permettere l’inserimento di georadar che dovrebbero individuare gli eventuali ordigni bellici da rimuovere. Le diagrafie prodotte dai datalogger JET SDP / IB serviranno anche per definire la fattibilità dei diaframmi e andranno a influire sulla scelta della tecnologia da adottare. Due le possibilità per i progettisti: il CSM (Cutting Soil Mixing) o la più classica benna mordente. Ovviamente, trattandosi di una bonifica, sarebbe più opportuno utilizzare il CSM, che non comporta l’asportazione di materiali che andrebbero poi trattati come rifiuti speciali, ma la scelta dipenderà dalle condizioni del terreno”. Il datalogger, che in questa occasione è stato richiesto espressamente dalla direzione lavori, offre quindi la possibilità di capire in modo preciso la conformazione dello strato da trattare. In questo caso risulta quindi fondamentale, in quanto si tratta di un riporto di materiali di cui si conosce molto poco.

Il JET SDP / IB

Attraverso la misura in tempo reale dei parametri di perforazione, grazie al datalogger DAT instruments è possibile dedurre le caratteristiche geomeccaniche del terreno. In particolare, la diagrafia restituita in funzione della profondità mette in evidenza le quote dei vari livelli stratigrafici. Nello specifico il JET SDP / IB permette la visualizzazione, direttamente sul monitor del datalogger, dei valori istantanei in funzione della profondità e il trasferimento dati su PC per archiviare, elaborare, esportare e stampare i rapporti dettagliati.

Attraverso opportuni sensori, lo strumento consente la misurazione e la registrazione dei seguenti parametri selezionabili:

  • profondità del foro (JET DEPTH)
  • forza di spinta dell’asta (JET FORCE)
  • velocità di traslazione dell’asta (JET DEPTH)
  • coppia di rotazione dell’asta (JET TORQ)
  • velocità di rotazione dell’asta (JET ROT)
  • pressione fluido di perforazione (JET PRESS)
  • data e ora di inizio e fine lavoro, durata
  • calcolo dell’energia relativa del terreno.

Per questa tipologia di lavori DAT instruments mette a disposizione del mercato anche il più sofisticato JET 4000 AME / J ed il nuovo datalogger touch screen DAT WideLog, ampliabili con le funzioni: jet grouting, soil mixing, CFA e vibroflottazione.

I dati acquisiti dal datalogger sono registrati sulle memorie interne di generose dimensioni e possono essere trasferiti su un PC dotato di software Easy DAT (sempre di produzione DAT instruments) mediante cavo JET C USB, pendrive USB e, sui modelli più prestanti, anche mediante rete internet WiFi, Ethernet e 3G-4G. Il software permette di organizzare i dati, di elaborarli, di tracciare a monitor i grafici e le tabelle e di procedere con la stampa. È anche disponibile una funzione per l’esportazione in Microsoft Excel.

Amedeo Valoroso

Il cantiere di Taranto si inserisce in un contesto di mercato domestico che, dopo anni di sofferenza, sta lentamente uscendo dalla crisi. Questo il commento rilasciato da Amedeo Valoroso, fondatore e titolare di DAT instruments. “Il mercato Italiano è stato depresso per alcuni anni. Ce ne siamo accorti, in quanto i nostri strumenti, negli ultimi anni, erano destinati quasi esclusivamente a mercati esteri. DAT instruments infatti commercializza i propri prodotti dove si investe in grandi opere pubbliche e, sfortunatamente per il nostro paese, in Italia gli investimenti sono rimasti bloccati per anni. Questo ha causato la chiusura di molte imprese Italiane, anche storiche e con solide basi: una situazione terribile che ha causato perdite di posti di lavoro e di know how. Adesso, finalmente, si percepisce una ripresa delle manutenzioni e di qualche lavoro pubblico e, per quanto ci riguarda, riceviamo costantemente richieste da parte di imprese italiane. I lavori stanno riprendendo, ma le tasche delle aziende sono ancora piuttosto vuote: per questo motivo DAT instruments sta avvantaggiando i clienti con prezzi molto favorevoli”.

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