Aziende

1963-2013. La Komatsu Way

Il modello del PC05, primo mini costruito nel 1988 nello stabilimento di Este fa bella mostra di sé in una rotonda della cittadina veneta

Komatsu Utility Europe festeggia il mezzo secolo di storia. Tra intuizioni e capacità imprenditoriali una vicenda lunga 50 anni che ha portato alla realtà odierna. Che da Este riparte con nuovo slancio, nuovi prodotti e un nuovo nome.

1963: viene assassinato J.F. Kennedy, muore Papa Giovanni XXIII ed esce il primo LP dei Beatles. Nello stesso anno, Giovanni Bettanin fonda la FAI alla guida della quale resta fino al 1996, anno in cui l’azienda viene venduta al Gruppo Komatsu. L’innesto tra due culture, quella italiana e quella giapponese, la contaminazione positiva tra creatività e analisi, intuizione e metodo, ha progressivamente portato alla realtà di oggi: una Komatsu Utility Europe che da Este guarda al mondo e che ha adottato e consolidato quello stile produttivo (ma non solo) denominato «Komatsu Way» che investe tutti i processi aziendali, dai più apparentemente insignificanti a quelli di maggior respiro, progettuale e finanziario.

Ma cos’è, di fatto, la «Komatsu Way»? Sintetizzando al massimo: miglioramento continuo e massima efficienza. Detto così sembra facile: le cose si complicano quando si devono fare i conti con mercati non più stabili, con una crisi generalizzata di portata mondiale, con cambiamenti epocali a livello macro e micro economico. Allora diventa problematico tenere la barra dritta e andare avanti.

Nel corso dei festeggiamenti organizzati a Este in occasione dell’importante traguardo del cinquantesimo anniversario, i discorsi tenuti da Enrico Prandini, Managing Director Komatsu Utility Europe, Tetsuji Ohashi, President & CEO di Komatsu Ltd., Giancarlo Piva, sindaco della città di Este, hanno avuto un comun denominatore che deve far pensare: le risorse umane unanimemente riconosciute come imprescindibile elemento di successo dei processi produttivi. KUE quindi non esprime solo valori di eccellenza e qualità industriale, ma assume anche un profondo valore sociale: un percorso impegnativo che dagli esordi fino a oggi, attraverso gli ultimi, dolorosi anni di crisi, Komatsu ha intrapreso non solo per competere con la qualità e l’innovazione dei suoi prodotti e sistemi di produzione ma anche in termini di qualità, sicurezza e rispetto dell’ impatto ambientale.

Lo stabilimento di Este: un fiore all’occhiello

La prova più eclatante di questa eccellenza (e della volontà di mantenerla, nonostante tutto) è il rinnovato stabilimento di Este che, con la guida di Massimo Trevisan, Production Manager, abbiamo potuto visitare.

Dal 1963 a oggi, grazie alle innovazioni tecnologiche e soprattutto all’apporto del metodo giapponese, la cultura del costruire all’interno dello stabilimento produttivo di Komatsu Utility Europe si è evoluta costantemente, attestandosi ora a un punto di eccellenza tale da permettere al polo di Este di essere annoverato tra i più avanzati centri produttivi a livello mondiale.

Caratterizzato da standard estremamente elevati in termini di efficienza, produttività, sicurezza, qualità e clima di lavoro, lo stabilimento KUE presenta oggi, a livello di produzione, l’innovativa modalità della catena di montaggio a passo variabile, in grado di consentire una maggior flessibilità produttiva.

Dal 2008 inoltre, per rispondere al meglio ai nuovi scenari di mercato, la produzione si è riorganizzata abbandonando il sistema a push precedentemente utilizzato – che prevedeva la pianificazione della produzione in base a logiche precostituite, finalizzate a efficienze di scala – al sistema a pull – in cui è la richiesta del mercato a determinare la produzione in termini di numeri e di tipologie di macchina. Al fine di rispondere a precise sollecitazioni di marketing, sono inoltre stati introdotti i pattern, rivolti a differenti segmentazioni di mercato.

Tra tutti, tre i punti che ci hanno colpito.

• Snellezza e flessibilità (evidenziate dal rinnovato reparto Logistica). Area strategica per l’azienda di Este, la logistica in KUE, tra il 2010 e il 2013, è stata protagonista di un importante evoluzione (tuttora in fase di implementazione): in linea con i migliori stabilimenti Komatsu nel mondo, nonché con i dettami del Komatsu Way, si è mutato il flusso di alimentazione delle linee – da due giorni a due ore – introducendo il sistema Kanban. Instaurando una speciale partnership con un fornitore esterno il cui deposito è all’interno di KUE, l’azienda ha attuato un sistema di fornitura just in time, che consente a Komatsu di acquistare il singolo pezzo pochi minuti prima che questo venga assemblato. Attraverso due trenini (mitsusumashi) che partono ciascuno ogni due ore con orari ben precisi, la linea viene rifornita per fasi di montaggio con kit macchina specifici. Al contempo, il magazzino è stato organizzato in maniera tale da poter gemellare le fasi del montaggio e ridurre i volumi in linea di assemblaggio, creando nuovi spazi, implementando la sicurezza e raggiungendo un grado di efficienza e flessibilità ai vertici.

Qualità (evidenziata dalla gestione di tutte le linee produttive, skid, mini, terne, midi). Ad Este, questo concetto si è svoluto negli anni, non più basandosi sulla conformità del prodotto al momento della consegna, ma estendendosi alla conformità dello stesso durante il periodo di utilizzo.

Ad oggi attività cruciale per l’azienda, nonché uno dei principali capisaldi della filosofia del Komatsu Way, l’area qualità opera a Este con i severi standard della cultura giapponese, orientata all’eccellenza e alla massima riduzione del difetto. L’approccio dell’Assicurazione Qualità si basa quindi sulla pianificazione e progettazione del sistema di controllo del prodotto in tutte le sue fasi: dal progetto, alla pre-serie, alla produzione seriale, sino al servizio post-vendita.

In virtù di tale impostazione e anche grazie alle peculiari partnership instaurate con i fornitori, con i quali Komatsu condivide il proprio know-how, l’azienda ha registrato una notevole diminuzione delle richieste di intervento da parte dei clienti, rispetto al passato.

Rispetto della persona. Dettagli che sono indizi di una grande attenzione a chi lavora in fabbrica. Qualche esempio? 40.000 euro investiti per dotare i capannoni di luci a led che non solo consentono un notevole risparmio energetico (si è passati dai 460 W delle lampade tradizionali ai 210 di quelle di ultima generazione, con un aumento della luminosità da 260 a 340 lux) ma un miglioramento della visione da parte degli operatori (l’illuminazione a led è quella che più si avvicina a quella solare) che a fine turno dichiarano di avere occhi più riposati. E ancora: 0 incidenti nel 2012 e ancora 0 nel momento in cui scriviamo per il 2013 grazie a una formazione continua degli operatori e a un costante impegno in termini di sicurezza individuale e collettiva. E altri piccoli ma significativi cambiamenti (che tra l’altro hanno comportato costi di ammodernamento), come il rovesciamento del telaio (che prima pendeva dal carro ponte, costringendo l’operatore a lavorare in una posizione decisamente antiergonomica) che consente di manovrare con più agio nelle operazioni in linea.

Lo stabilimento Komatsu Utility Europe diviene, oggi ancor più, un centro nevralgico nell’universo produttivo del Gruppo Komatsu  e nei prossimi mesi muterà il proprio nome in Komatsu Italia Manufacturing

La storia

Nel 1963 Giovanni Bettanin, forte dell’esperienza precedentemente acquisita nel settore delle macchine per agricoltura fonda a Noventa Vicentina la FAI (Fabbrica Attrezzature Industriali) e produce la prima terna FAI 64SL. FAI amplia la propria gamma di prodotti – includendo escavatori e skid steer loaders (i primi prodotti in Europa) – e si afferma quale uno dei protagonisti del settore, riuscendo negli anni ‘80 a imporsi in uno scenario europeo già presidiato da importanti e molto più noti competitors.

Nel 1988 una naturale convergenza di interessi conduce FAI e il più noto Gruppo Komatsu a una prima partnership per la produzione di miniescavatori in Italia su licenza Komatsu. In soli otto mesi, l’azienda italiana realizza i primi due modelli – FAI 212 e FAI 222 – su progetto giapponese europeizzato.

A settembre del 1989 l’azienda giapponese acquista il 10% di FAI e si accorda con quest’ultima affinché la produzione di miniescavatori Komatsu destinati al mercato europeo, fino ad allora importati dal Giappone, venga realizzata direttamente a Este.

Nei primi anni ‘90 il Gruppo Komatsu inizia a guardare con interesse alla qualità della rete vendita FAI, riconosciuta soprattutto per le piccole macchine. FAI e Komatsu giungono così nel 1993 a creare la divisione commerciale FKI (Komatsu FAI Italia) per la distribuzione sulla penisola dei prodotti Komatsu; in seguito, nel 1995, l’azienda italiana muta in FKI (FAI Komatsu Industries) la propria ragione sociale e il proprio marchio.

Nel 1996 Komatsu acquista la totalità del pacchetto azionario FAI. Con l’acquisizione da parte di Komatsu ha luogo un’ulteriore evoluzione a livello distributivo: l’integrazione delle reti commerciali FAI e Komatsu viene portata a termine.

Rinominata Komatsu Utility Europe nel 2000, l’azienda di Este registra tra il 2004 e il 2007 un incremento vertiginoso della soglia produttiva, tanto da raggiungere i vertici di mercato in svariati paesi. In controtendenza rispetto agli anni precedenti, il 2008 si chiude invece con un drastico calo della domanda, a causa dell’esplosione della crisi economica finanziaria a livello mondiale. A fronte del complesso assetto di mercato, l’azienda riduce infatti la produzione e si ristruttura per cogliere al meglio le nuove opportunità di un comparto ormai trasformato. KUE punta così tra il 2008 e il 2013 su ottimizzazione dei sistemi produttivi, standardizzazione dei prodotti a livelli tecnologici più elevati, formazione, miglioramento della sicurezza, attenzione alla salvaguardia ambientale e orientamento deciso alla soddisfazione del cliente. Come insito nel DNA del gruppo, Komatsu Utility Europe sfodera il proprio spirito di sfida e contrasta i mutati scenari con la «filosofia» chiara, concreta e proficua proveniente dal Sol levante: quella del Komatsu Way, orientata al miglioramento continuo e fondata sul concetto di priorità assoluta di qualità e affidabilità, sul raggiungimento del prodotto DANTOTSU (caratterizzato da unicità e innovazioni di portata tale da non poter essere eguagliato dai competitors nell’arco di breve tempo), sull’ascolto e la massima soddisfazione del cliente, sulla tensione costante all’innovazione, alla sfida e al cambiamento, sul coinvolgimento delle risorse umane, come anche sulla definizione nitida dei processi dalla pianificazione del prodotto fino alle attività di follow-up sul campo, allo scopo di evitare, individuare o risolvere l’insorgere di problemi.

Guarda le foto d’epoca

Guarda il video con l’intervista a Enrico Prandini

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6 Commenti

  1. stiamo cercando un rivenditore che abbia questo pezzo di ricambio

    miniescavatore
    fai-222 matricola 22203633
    del motorino di rotazione al punto 23
    ricambi originali

    distinti saluti

  2. Cerco un rivenditore che abbia un motorino d ‘ avviamento per un miniescavatore modello -PC 05-7 Komatsu matricola F 20582 . sono da VICENZA. GRAZIE PER CORTESE ATTENZIONE distinti saluti !

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